Relazione del Presidente Roberto Guerra – CDA del 18 ottobre 2020

Relazione del Presidente Roberto Guerra

 

Saluti.

Ringraziamenti per la presenza.

Un caloroso benvenuto ai nuovi Consiglieri, eletti nell’Assemblea Generale del 4 ottobre 2020: Tiziano CERICOLA (LC Faenza Host), Pierluigi RAVAGLI (LC Bagnacavallo), Lisa LOMBARDI (LC Forlì-Cesena Terre di Romagna)

A noi tutti buon lavoro.

 

Oggi per me ha inizio una nuova esperienza, sicuramente molto impegnativa ma non troppo difficile: il  grande e generoso impegno di quanti hanno condotto la Fondazione fino ai giorni nostri e il minuzioso lavoro di Marcello Dassori e la sua squadra, ci consegnano una Fondazione in buone condizioni.

 

Premetto che normalmente i CdA avranno un numero contenuto di punti all’OdG, per favorire un approfondito confronto. Ne faremo di più  utilizzando la modalità online, non trascurando ovviamente la possibilità di incontrarci anche fisicamente.

Tommaso Dragani è con noi e avrà la parola per il saluto che non ha potuto esprimere all’Assemblea Generale del 4 ottobre.

 

Como ho detto nel mio intervento di ringraziamento all’Assemblea che mi ha eletto presidente, mi impegnerò per una conduzione CONDIVISA e PARTECIPATA. Condivisa è sempre stata, anche per gli obblighi fissati dallo Statuto, per questo motivo ho aggiunto la parola “partecipata”.

 

Cercherò, come ho sempre fatto, il maggior coinvolgimento possibile, consapevole del valore aggiunto che generano le sinergie ed anche perché so di avere bisogno delle vostre conoscenze, delle vostre esperienze e delle vostre intelligenze.

 

Nella mia visione, il Distretto con i suoi Clubs e la Fondazione sono una cosa sola, dovranno operare insieme e nel rispetto della reciproca autonomia organizzativa.

 

Dovremo tutti collaborare per crescere, consapevoli che la condivisione della conoscenza fa bene alle organizzazioni.

 

“Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, allora tu ed io avremo ancora una mela per uno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora ciascuno di noi avrà due idee”.

 

Questo esempio esprime il valore della condivisione del sapere, ci dice  quali potenzialità siano insite nella decisione di unire le menti, di considerare la conoscenza un bene comune. Perciò dovremo collaborare per creare un’intelligenza collettiva e far progredire le nostre organizzazioni e la società.
Vivo questo momento come un’occasione per ribadire il ruolo della condivisione come chiave di volta del cambiamento e per confermare quanto una visione d’insieme sia necessaria per raggiungere – prima e meglio – gli obiettivi strategici che ci siamo dati e che spero amplieremo.

 

Un’organizzazione ha successo quando fa crescere tutti i soggetti attivamente coinvolti, il territorio e le comunità in cui opera, dove vivono famiglie, aziende e associazioni.

 

Le Fondazioni, nate nel 1992 sulla scorta della legge Amato, hanno il compito di sostenere lo Sviluppo socio-culturale dei territori in cui operano, attraverso interventi di natura sussidiaria.

Questo è il “passo avanti” che propongo per realizzare appieno la mission che si è data la nostra Fondazione, che ha percorso egregiamente questo cammino offrendo al Distretto la possibilità di meglio organizzare la conoscenza e l’assistenza al tessuto operativo dell’Associone Lions – i Clubs.

 

Nella mia visione la Fondazione è una

 

organizzazione INTERLOCUTRICE e AGGREGATRICE, sia del sistema pubblico che della comunità (Università, Enti Locali. Associazioni, Clubs, …): una sorta di realtà di mezzo che dà valore e sostanza all’attività no-profit esplicata facendo riferimento a criteri e valori essenziali. Una realtà in grado di sviluppare una capacità di azione propria, autonoma, ma non disgiunta dal sistema delle responsabilità più generali e, nel nostro specifico, dei Lions Clubs del territorio. Un organismo capace di operare per dare supporto e stimolo alla realizzazione di progetti, o semplici attività,  coerenti con gli scopi definiti e a quelli condivisi con i Clubs.   In altri termini, un’ORGANIZZAZIONE che ESPRIME la SOLIDARIETA’ sia con azioni di promozione della persona, sia col sostegno di progetti a vantaggio delle aree periferiche del territorio di competenza.

 

Dal 1998 a oggi la nostra Fondazione ha svolto bene la funzione di braccio operativo dei Clubs, anche in attività e services finalizzati allo sviluppo socio-culturale (la Scuola Panti è un esempio, ma potrei citarne altri).  La mia volontà è di rendere più evidente quest’aspetto della mission delle Fondazioni, per dare alla nostra Fondazione una caratterizzazione forte anche in questo senso. Non farlo comporterebbe il rischio di regredire al solo ruolo di “agenzia di servizi” e di doverne erogare sempre meno.

 

Lavorando, in sinergia con i Clubs, anche per lo sviluppo socio-culturale dei territori si determinerà una condizione positiva per il ruolo della Fondazione Distrettuale e di crescita culturale di tutto il nostro tessuto associativo. So che non sarà un percorso facile, richiederà tempi lunghi, ma sono convinto che il solo fatto di intraprenderlo porterà benefici.

La Struttura operativa che proporrò avrà anche questa caratterizzazione.

 

LA FONDAZIONE HA UNA SUA SOLIDITA’ ECONOMICA e UNA BUONA CAPACITA’ OPERATIVA.

 

Seguendo però la logica del “miglioramento continuo” ho cercato di individuare i punti migliorabili nella struttura operativa, con la consapevolezza che una buona gestione richiede una buona organizzazione.

 

La nuova struttura dovrà anche saper affrontare le criticità attuali, e i problemi che emergeranno. Li affroneremo con GRANDE ATTENZIONE, SERENITA’, SENSO DI RESPONSABILITA’ e DETERMINAZIONE,  guardando avanti, senza farsi sopraffare dalle emergenze. Impiegeremo le nostre intelligenze per prevenirle.

Il non positivo esempio del nostro Paese, che non ha saputo adeguataente privilegiare e investire nel futuro, deve esserci maestro.  

 

Mi propongo un procedere che dovrà essere permeato da uno spirito rinnovato, produttore di finanza, ma anche e soprattutto una sommatoria di capacità intellettive, un utilizzo sistematico e completo del valore aggiunto delle nostre professionalità, in simbiosi con i Clubs.

 

“Un passo avanti” quindi, mantenenendo quanto validamente fatto, ma integrandolo, arricchendolo, con INIZIATIVE e CAPACITA’ NUOVE.

 

Dobbiamo ottimizzare l’utilizzo e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale esistente,   dobbiamo anche percorrere nuove strade per far realizzare ai nostri Clubs progetti e services ambiziosi e in linea con i tempi. I Clubs Lions potranno così realizzare i loro sogni, che concorreranno a rafforzare,   a rinvigorire,  il senso di appartenenza lionistico di noi soci.

 

L’integrazione con il Distretto Lions Clubs 108 A sarà evidente nella struttura organizzativa che proporrò oggi ai Consiglieri e agli amici presenti al CdA.  Vi chiedo di interpretare questa proposta come un “modesto primo passo” verso il cambiamento.

 

La struttura si completerà in due passaggi il I e il II CdA (6 dicembre ?), ed è migliorabile.

Per il perfezionamento e l’avvio, ciascuno dei Responsabili di struttura potrà contare nella mia piena disponibilità e collaborazione, come io potrò contrare in quella nostro Governatore e non solo.

 

Mi preme sottolineare che

il cambiamento vero si realizza con la CONOSCENZA approfondita della cosa che si vuole modificare, con GRADUALITA’ e CONDIVISIONE delle scelte. … quando si vuole troppo e subito le cose rimangono come sono.

 

Cari amici, confido molto nella vostra collaborazione e nel vostro impegno. Vi ringrazio per la disponibilità a ricoprire i ruoli proposti e ad assumerne le responsabilità.