Relazione dell’Ing. Giovanni Rigone

 

Nella presentazione del convegno il Direttore del Centro Studi del Distretto 108Ta-3 offre già una risposta all’interrogativo UNA FONDAZIONE LIONS ?

Questo è infatti il tema che mi è stato affidato e che desidero trattare dall’angolo visuale del multidistretto.

Scrive Michelangelo Gasparetto: … certamente nel momento in cui il servire Lions potrà esprimersi anche in una dimensione giuridica, dovrà aprirsi uno spazio in cui la fantasia dei Clubs, la ricchezza delle relazioni individuali, l’irrequietezza dello spirito, la partecipazione attiva, l’autonomia organizzativa ed operativa facciano scorrere nuova linfa nel segno del diritto; sarà necessario puntare sulle energie che il Lionismo già rappresenta e già esprime, ma in una nuova cultura della solidarietà.

Si può aggiungere: sarà necessario utilizzare in modo efficace ed efficiente le risorse umane di cui disponiamo e le potenzialità che esse rappresentano, migliorare la qualità progettuale del nostro impegno ed avvalerci degli strumenti che il quadro evolutivo della società italiana ci mette a disposizione.

Appare evidente che siamo sempre più sollecitati ad affinare la nostra capacità di percepire i bisogni della società e di organizzare per essi progetti di servizio di elevato contenuto qualitativo.

Nel momento in cui ci confrontiamo con problemi per i quali alle nostre potenzialità vanno coniugate capacità e risorse di altri e quando soprattutto operiamo alla scala dell’intero paese, l’affidarci a soluzioni consolidate e certamente gestite sulla scorta di una esperienza significativa, mette allo scoperto una precarietà di indirizzo che può divenire difficoltà crescente se non sapremo cogliere a fondo l’opportunità che ci viene dal nuovo quadro legislativo per gli enti non commerciali e da quello che regolerà in particolare le ONLUS, Organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Ma, a questo punto, come possiamo individuare con certezza la relazione che intercorre tra l’azione nel Multidistretto ad anche nel Distretto – come ci ha appena illustrato il PDG Massimo Olivelli – e l’esigenza di dotarci di strumenti che colgano l’evoluzione del quadro sociale e normativo?

La individuiamo nella tradizione del Lionismo italiano, nel modello messo a punto negli anni 1969-1972 e che sarà poi chiamato del nuovo corso.

Una lettura alta e dinamica delle nostre finalità ideali ha confermato nel principio della responsabilità di ciascun Lion verso la propria comunità ed il proprio paese la dimensione piena del socio quale individuo e cittadino; soggetto che quindi può esercitare nella sede del club, del distretto e del multidistretto un ruolo pieno di cittadinanza attiva.

Se l’attività della Commissione Speciale Interdistrettuale sarà in grado di dare risposta alle aspettative di crescita del multidistretto, potremo migliorare la nostra azione riconoscendo in modo definitivo che il potenziamento delle attività multidistrettuali e la loro continua innovazione derivano dal fatto che il nostro impegno fa fronte a bisogni che sono di tutti e che i cittadini e le loro problematiche presentano nello stesso arco temporale il doppio riferimento alla comunità di ciascuno ed a quella nazionale di tutti.

Se questa sarà la prospettiva di fine ed inizio millennio, lo scenario si dovrà arricchire di molteplici iniziative.

Dovremmo assistere alla messa a punto ed alla gestione contemporanea di più di un service nazionale.

Potremmo consolidare l’esperienza del Progetto Albania e veder realizzati service per dare soccorso a realtà territoriali che sono al di fuori dei nostri confini, come il sistema paese, la disponibilità di risorse e la presenza diffusa di club con oltre 44.000 soci ci consentono.

Questi obiettivi possono essere conseguiti se nel Lionismo italiano assumerà maggiore rilievo il rendersi conto che è necessario disporre delle strutture che possono garantire un ulteriore salto di qualità e di efficienza nella nostra azione. In questo contesto la Fondazione dei Lions Clubs d’Italia diventa strumento indispensabile, con prospettiva di grande visibilità e prestigio per il Lionismo italiano.

Andrà costituita come ONLUS, Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, e dovrà, in linea di massima, essere caratterizzata dai seguenti elementi distintivi:


– capitale iniziale di 3 miliardi di lire costituito con un versamento una tantum di 75 mila lire per socio quale quota multidistrettuale straordinaria.

– organizzazione formale idonea ad utilizzare la normativa fiscale delle ONLUS e quindi a costituire le condizioni per defiscalizzare ogni tipo di contributo e di donazione.

– utilizzo su base annua degli interessi che provengono dall’investimento delle risorse disponibili in linea capitale e di una frazione non eccedente il 25°mo delle donazioni.

– incremento del capitale con un contributo annuo di £. 10.000 da inserire quale parte straordinaria nella quota multidistrettuale.

– utilizzo delle risorse disponibili ogni anno per finanziare la realizzazione di service nazionali, di attività gestite da club italiani in collaborazione con club di altri Paesi, di attività di club italiani nella propria comunità e di attività al di fuori del multidistretto gestite dal Consiglio dei Governatori potranno essere finanziati in un limite da stabilirsi e sul presupposto che i richiedenti dispongano già della maggior parte delle risorse.

– capacità di offrire prestazioni di servizio, quale ONLUS, al multidistretto ed ai clubs che necessitino di tale qualifica per ricevere sponsorizzazioni e contributi.

La gestione della Fondazione dovrebbe essere affidata ad un consiglio di amministrazione eletto dal Congresso nazionale e presieduto ex-officio dall’immediato Past Presidente del Consiglio dei Governatori; verrà rinnovato per metà ogni anno, come ogni anno tornerà la posizione del Presidente.

Una considerazione va fatta a proposito di un eventuale conflitto che qualcuno volesse ipotizzare tra la Fondazione e la LC.I.F.

Non ve ne è ragione:

· la Fondazione si costituisce in strumento operativo perché i Lions italiani possano meglio realizzare gli obiettivi di servizio dell’Associazione.

· la Fondazione ha le caratteristiche di ONLUS secondo la legislazione italiana e quindi si colloca in un contesto normativo che per sua natura non può essere quello della LCIF., legata come è questa alle leggi dello stato dell’Illinois.

· la Fondazione sarà rispettosa delle indicazioni di cui al capitolo XV/W del Board Policy Manual che regola specificatamente i rapporti tra L.C.I.F. e le fondazioni distrettuali e multidistrettuali.

Sul piano operativo, la istituenda Fondazione dei Lions Clubs d’Italia si colloca su di un orizzonte che è già ricco di iniziative:

 nell’Associazione operano al 31 dicembre 1997 ben 735 fondazioni.

– di queste 21 sono costituite in Europa e più precisamente in Danimarca, Gran Bretagna, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Portogallo e Svezia e sono a presidio di attività specifiche: dalla Banca degli occhi Melvin Jones di Genova, all’AILD, al Servizio Cani Guida, a Medico Frante.

Sul piano dell’impegno generalista, quale è quello che ci interessa, quattro sono le esperienze di notevole interesse:


1 MD. 102 Svizzera
La fondazione del tipo ONLUS opera dal 1982 e fornisce risorse alle attività dei Club svizzeri sia all’interno che all’esterno del multidistretto; dispone di un capitale di 1 milione di franchi e la quota a carico di ogni socio su base annua è di 6 franchi; nell’ultimo esercizio ha erogato 70.000 franchi di contributi; nei 16 anni di attività ha ricevuto diverse cospicue donazioni.

2 MD. 103 Francia
La fondazione del tipo ONLUS opera dal 1989 per attività dei Club francesi all’interno ed all’esterno del multidistretto e per la realizzazione del service nazionale; dispone di un capitale che è passato da 5 milioni di franchi agli attuali 10 grazie a cospicue donazioni; il capitale iniziale è stato costituito con una serie di avanzi di gestione del bilancio multidistrettuale; il multidistrettuale rimborsa 30.000 franchi all’anno di costi amministrativi e devolve a capitale l’eventuale saldo attivo di gestione; nell’ultimo esercizio sono stati erogati contributi per 1,5 milioni di franchi grazie a rilevanti donazioni ricevute; è molto importante l’attività che viene svolta in collaborazione anche con altre grandi istituzioni umanitarie francesi; nel consiglio di amministrazione siedono 4 rappresentanti di strutture pubbliche.

3 MD.111 Germania
Opera dal 1974 come ONLUS senza capitale; riceve ogni anno dal MD. 50.000 marchi per i costi amministrativi; le risorse provengono da donazioni e da contributi dello stato per la cooperazione internazionale; è strumento per 1′ azione dei club tedeschi entro e fuori il multidistretto; nell’ ultimo esercizio sono state mobilizzate risorse per 4 milioni di marchi provenienti per il 20 % dalla cooperazione federale e per il restante 80 % da donazioni; si sta valutando l’opportunità di raccogliere una quota multidistrettuale.

4 MD. 112 Belgio
Opera come ONLUS senza capitale a favore delle attività dei Club belgi entro e fuori il multidistretto; le risorse provengono da una quota multidistrettuale di 3500 franchi; il 10 % delle risorse è destinato ad un service nazionale; ha rapporti con la LCIF verso la quale raccoglie e trasferisce le risorse.

In conclusione, è certo che la materia richiede una approfondita riflessione, ma anche un atteggiamento costruttivo che sia all’ altezza del nuovo quadro normativo e dell’evoluzione del nostro ruolo di servizio.